| Te lo do io il Brasile - Bahia |
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| Scritto da Fausto Bernacchi | ||
| sabato 01 aprile 2006 | ||
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Questo articolo non segue la numerazione precedente perche Bahia é Bahia. E basta! Appena giunto all'aeroporto un sacco di taxisti mi offrono il classico giro intorno alla città prima di portarmi dietro l'angolo rispetto al punto di partenza. Sono Napoletano e a questi fatti ci sono abituato. Non abbocco e prendo l'autobus. Aspetto un'ora ed in quest'ora Bahia mi mostra la sua faccia più bella ed umana. Alla fermata faccio la conoscenza del prof. Artur Jose Mascarenhas, ordinario di chimica all'università federale di Salvador. Io e Steven, un altro nuovo amico coreano, conosciuto sempre sotto la fermata dell'autobus, non sapevamo dove andare a dormire quando il prof. si offre di ospitarci in casa sua. Dopo un piccolo momento di perplessità accettiamo. Il giorno seguente mi sveglio cosciente di dovere affrontare la famosa térça feira bahiana. Qui il martedí si montano almeno due palchi al centro storico (il famoso pelourinho) e si suona, si canta e si balla dalle otto di sera fino alle tre del mattino ogni santissimo martedì che Dio mette in terra. Una sola eccezzione......il martedì grasso. Subito dopo il carnevale, peró, ogni martedì, a partire dalla settimana immediatamente seguente si celebra quello che qui chiamano il pre carnevale. Terça Feira al pelourinho significa essere coinvolti in una festa cittadina dove ognuno partecipa con la consapevolezza di godersi la vita lì ed in quel preciso momento. Visti così i bahiani sembrano essere un vivo, enorme monumento alla vitalità ed al presente da vivere, come fosse, e forse lo è, l'unica certezza della vita.
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